L’Archivio di Aster
Un compendio per i lettori dell’Eredità di Aster
Compilato da ciò che l’Accademia mette per iscritto, da ciò che si rifiuta di mettere per iscritto e da ciò che i novizi credono comunque. I passi sigillati sono segnalati. Spezzali con i tuoi tempi.
UnoLe otto stirpi
Otto stirpi riconosciute. Sette siedono nel Consiglio dei Sette. L’organo si chiama Consiglio dei Sette perché quello è il suo nome, non perché conti le casate ancora in vita.
| Casata | Sede | Il segno | Nota per |
|---|---|---|---|
| Voss | Vienna | Grigio ardesia | Diplomatici e faccendieri. Quelli che fanno sembrare politica il lavoro sporco del Consiglio. |
| Korvinian | Budapest | Grigio acciaio | Registri e custodia. Presidia la camera di registrazione insieme ai Cama. |
| Drakos | Creta | Grigio marino | Navi, sale e memoria lunga. |
| Asterion | Roma | Nero ossidiana | La casata del preside. |
| Cama | Mumbai | Grigio selce pallido | La banca. Scrivani della camera di registrazione. |
| Pazia | Mombasa | Pallido come il ghiaccio | La magistratura e la lettera della legge. |
| Konoe | Kyoto | Quasi neri, venati d’ambra | La medicina, e la custodia delle somiglianze. |
| Kaviani | Shiraz | Nessuno | In esilio, e cancellata da ogni registro. L’ottava.Primo volume |
Tre casate sono grigie
Il segno corre nel sangue, ed è questo a farne un segno e non un semplice tratto. È anche il motivo per cui è la sfumatura a fare tutta la differenza. Voss è ardesia. Drakos è mare. Korvinian è acciaio. Di’ soltanto che un uomo ha gli occhi grigi e a una sala di Aster non avrai detto nulla, il che a volte è proprio lo scopo.
Una casata non ha segno, e in una società che legge la discendenza su un volto, quell’assenza pesa più di qualunque colore. Un Kaviani non si riconosce guardandolo. Non è un capriccio dell’ereditarietà. È il motivo per cui si poté cancellare l’ottava casata senza estinguerla, e il motivo per cui uno di loro poté rientrare.Primo volume
Una stirpe non è una sola famiglia. In nove secoli ciascuna delle otto ha generato dei rami, e un ramo che si spinge abbastanza lontano tende a prendere il nome del luogo che lo ha accolto.
La casa di mercanti d’arte Vidauban, a Marsiglia, è uno di questi rami. Per sangue è Korvinian, ma la separazione è così antica che nessun archivista vivente saprebbe tracciare la linea tra le due, e così antica che lì il segno non si trasmette più con certezza. Il grigio acciaio affiora in alcuni volti dei Vidauban e ne salta altri, ed è una delle ragioni per cui la parentela sfugge tanto facilmente. La presenza dei Korvinian più eminenti a Marsiglia si è diradata generazioni fa, e la casa di mercanti d’arte ha raccolto il prestigio locale che lasciava: il tavolo neutrale, il denaro discreto, la tranquilla capacità di far quadrare una provenienza.
La sede di Budapest non è toccata da nulla di tutto questo e conserva ancora il suo seggio nel Consiglio. Ciò che Marsiglia ha ereditato non è il seggio. È la stanza.
DueIl Consiglio dei Sette
L’organo che governa le casate. Si riunisce lontano dalla montagna e non dà spiegazioni. Ciò che può fare non è scritto su nessun muro, ma ogni studente lo impara entro la fine del primo anno.
- Può far espellere uno studente da Aster con una parola.
- Può privare una stirpe di un diritto, ordinare un esilio e trattenere chi vuole.
- Può autorizzare un’estrazione, che è l’eufemismo.
- Custodisce chiavi che le famiglie stesse non possiedono.
- Gli si può opporre un rifiuto. Di rado, e a caro prezzo. Vedi la quinta sezione.
Come ogni organo convocato ha bisogno di un quorum, e un organo che non può riunirsi non può agire. L’assenza, dunque, è una mossa. Le casate lo sanno, e un Consiglio a cui si è impedito di riunirsi è un Consiglio a cui si è risposto senza dire una parola.
TreIl Senato di Aster
L’organo proprio dell’Accademia, del tutto distinto dal Consiglio. È formato dagli eredi del quarto anno, si riunisce nella Sala del Senato, e una novizia che entra nella sua ala dopo il coprifuoco senza un codice di autorizzazione non sta commettendo un errore, sta facendo una dichiarazione.
Il seggio si conquista, non si eredita
Essere erede dà diritto a candidarsi. Non dà un seggio. I seggi si contendono e si contano, e uno studente del terzo anno passa buona parte della primavera a calcolare quanti voti richiederà l’autunno. Ne consegue che il Senato è più numeroso dell’elenco delle casate, e che una casata può avere diversi seggi in un’annata favorevole e nessuno in un’annata negativa.
I seggi ruotano, il che significa che un seggio è un mandato, e un mandato è qualcosa che si può spendere. Un favore riscosso nel momento sbagliato costa il mandato successivo. I senatori sono persone prudenti per questo motivo, e in genere non per motivi migliori.
Che cosa accade nella Sala
La sala è circolare e pavimentata con lo stesso calcare caldo della fortezza, con i ritratti degli eredi del passato schierati lungo la galleria superiore. C’è una tribuna per il pubblico, e c’è un segretario, che ha in carico le apparecchiature della sala e una memoria più lunga di chiunque vi sieda. Un membro ha la parola, o la cede. Cedere la parola trasferisce il diritto di parlare. Non trasferisce nient’altro, e in particolare non trasferisce la protezione di chi l’ha ceduta.
Il Senato si riunisce a un’ora annunciata. Non siede in permanenza, e fuori da quelle ore è una stanza.
Che cosa il Senato non può fare
Non può punire. L’espulsione spetta al Consiglio, mai alla Sala. Il Senato delibera, vota e tiene un verbale, e questo è tutto il suo potere.
Un potere più ristretto di quanto sembri, e molto più pericoloso. Il Senato non può condannare nessuno. Ciò che può fare è fare in modo che sette casate ascoltino la stessa cosa nello stesso momento, in una stanza dove c’è un cancelliere, così che il silenzio successivo del Consiglio diventi una decisione di cui il Consiglio deve rispondere.
QuattroL’Archivio, e che cosa aprono le autorizzazioni
Tre piani più in basso, e più freddo dei corridoi sopra di un margine che nessuno ha mai spiegato in modo convincente. L’Archivio è la parte della fortezza più antica ancora in uso, e l’unica che tiene traccia di chi l’ha attraversata.
Due cose sono certe, perché entrambe sono scritte dove gli studenti possono leggerle.
- I depositi inferiori sono riservati agli studenti dal terzo anno in su. Una matricola che vi si trova sta violando un divieto, che qualcuno gliel’abbia già detto o no.
- Un fondo iscritto nel registro di collocazione è aperto a qualunque adepto con autorizzazione di livello quattro o superiore. Quel numero è reale, compare nella corrispondenza, ed è il motivo per cui la parola quattro fa alzare lo sguardo agli archivisti.
Tutto ciò che sta tra questi due fatti è sapere di corridoio. Quello che segue è ciò che i novizi dicono dei livelli. Ne sono sicuri. Su almeno un gradino, si sbagliano.
| Livello | Chi lo ha | Si dice che apra |
|---|---|---|
| 0 | Novizi del primo e del secondo anno | I depositi aperti, e niente al di sotto. |
| 1 | Dal terzo anno in su | I depositi inferiori. La prima porta chiusa dal basso. |
| 2 | Quarto anno, eredi, senatori | L’ala del Senato dopo il coprifuoco. Accesso di lavoro alle carte delle casate. |
| 3 | Adepti, docenti, gli scrivani dell’archivista | I fondi sigillati. Ingresso registrato con il nome. |
| 4 | Adepti per concessione. Membri del Consiglio per diritto. | L’archivio della storia precedente all’esilio. La stanza che custodisce ciò che resta della casata cancellata.Primo volume |
| 5 | L’archivista, e il Consiglio in seduta | La camera di registrazione. I registri, e i registri dei registri. |
L’autorizzazione non è giudizio
La distinzione conta più della scala. Un codice di autorizzazione apre una porta. Non dà a chi la attraversa diritto a ciò che c’è dietro, e ogni studente degli anni superiori coglie la differenza a colpo d’occhio. Gli studenti che dicono ho l’autorizzazione con un certo tono di voce, di solito, hanno appena comunicato alla stanza di non averla.
Nota anche che cosa registra l’Archivio. Gli ingressi vengono annotati, i registri stessi sono riservati, e a una casata che voglia sapere chi c’era in una certa stanza una certa notte basta essere abbastanza in alto da chiederlo. Più di una carriera ad Aster è finita per un’ora registrata.
CinqueLa precedenza, ovvero chi può prevalere su chi
Le casate hanno delle leggi. Portano il nome della casata che le detiene, e una casata può invocare la propria legge e nessun’altra.
Se invoco la Lex Voss riguardo alla sicurezza del gruppo dei novizi, non possono rifiutarmi senza scatenare un’inchiesta pubblica sulla competenza del Consiglio.
Dentro quella frase ci sono quattro cose, e insieme sono quasi tutta la costituzione di questo mondo.
- Uno statuto si invoca, non si chiede. Il Consiglio non può semplicemente declinarlo.
- Lo si può respingere, a un prezzo. Il prezzo è un’inchiesta pubblica, vale a dire: il prezzo è la luce del giorno.
- Lo si fa valere con l’esposizione, non con la forza. Nessuno arriva a costringere il Consiglio. Lo costringe il fatto di essere guardato.
- Uno statuto ha un oggetto. La Lex Voss si invoca riguardo alla sicurezza del gruppo dei novizi. Una casata non può invocare la propria legge per qualunque cosa le faccia comodo, e uno statuto invocato fuori dal proprio ambito non è stato validamente invocato. Il tentativo è semplicemente bruciato.
L’ordine di precedenza
In un’aula convocata, una volta annunciata l’ora, la precedenza procede in quattro gradi.
- La parola prima del seggio. Un senatore che ha la parola prevale su un senatore che si limita a sedere.
- Il seggio prima del nome. Un senatore con seggio prevale su un erede senza seggio, qualunque sia la sua casata.
- Il nome prima del sangue. Un erede parla sopra un novizio di qualunque stirpe.
- E nulla al di sopra di uno statuto invocato a dovere.
A mezzanotte, fuori seduta
Niente di tutto questo vale.
La precedenza è una proprietà di un organo convocato, ed esiste solo finché quell’organo è in seduta. In una camera di pietra dopo il coprifuoco non c’è una parola da tenere, nessun cancelliere che metta qualcosa per iscritto, e quindi nessuna protezione degna di questo nome. Un senatore da solo in un corridoio a mezzanotte è uno studente da solo in un corridoio a mezzanotte, e ogni momento pericoloso nella storia di questa fortezza è accaduta esattamente in quello spazio.
Ed è anche per questo che un quorum vale tanto e garantisce così poco. Un organo convocato deve ascoltare una cosa. Non ha alcun obbligo di crederci, e il verbale mostrerà soltanto che il rapporto è stato letto.
L’Archivio cresce insieme ai libri. Se manca qualcosa che cercavi, o non è ancora stato messo per iscritto, o è scritto da qualche parte per cui non hai l’autorizzazione.